La certificazione energetica degli edifici nasce al fine di ridurre su larga scala i consumi di energia nel settore immobiliare, ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, sostenere la diversificazione energetica e incentivare l’industria nazionale verso un uso razionale dell’energia.

Gli obiettivi prefissati passano attraverso i seguenti requisiti:

  • il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici;
  • lo sviluppo e l’integrazione delle fonti rinnovabili;
  • l’ispezione periodica degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva;
  • l’informazione verso il cittadino.

È in quest’ottica che la certificazione energetica (se ben formulata) dovrebbe sensibilizzare i cittadini rendendoli consapevoli circa la qualità energetica del proprio edificio e del costo energetico relativo al suo utilizzo, promuovendo interventi migliorativi dell’efficienza energetica della propria abitazione.
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Importanti novità sono state introdotte con l’entrata in vigore il 1° ottobre 2015 del decreto “Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” che va a chiudere il recepimento della Direttiva 31/2010/UE iniziato con il Decreto Legge 63/2013 convertito in Legge 90/13.
Il decreto modifica il DM 26 giugno 2009 e introduce le nuove linee guida nazionali per l’Attestazione della Prestazione Energetica degli edifici e segna il passaggio da un sistema di calcolo regionale ad una metodologia identica in tutta Italia, che rende possibile la comparazione tra le prestazioni e la classe di edifici in regioni differenti e supera la frammentazione legislativa delle norme vigenti.

L’APE prima del 1° ottobre 2015

Le principali modifiche del nuovo APE 2015 rispetto al precedente:

  • 10 classi energetiche: nel vecchio sistema le 7 lettere da A a G indicavano il livello di efficienza e sostenibilità dell’edificio, nel nuovo si parte dalla classe A4, la migliore, poi A3, A2, A, B, C, D, E, F, fino alla G, che rimane la peggiore;
  • l’attestato è semplificato ed identico su tutto il territorio nazionale, con una metodologia di calcolo omogenea che confronta la struttura con un edificio di riferimento;
  • la prestazione energetica viene espressa con due dati: l’energia primaria totale – come nella vecchia APE – e l’energia primaria non rinnovabile;
  • l’indice di prestazione energetica globale determina la classe dell’edificio, espressa in energia primaria non rinnovabile e tiene conto del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile per la climatizzazione invernale ed estiva, per la produzione di acqua calda sanitaria, per la ventilazione e, nel caso del settore non residenziale, per l’illuminazione artificiale e il trasporto di persone o cose;
  • il nuovo attestato di prestazione energetica indica le emissioni di anidride carbonica e l’energia esportata, oltre ai consumi per il riscaldamento invernale ed il raffrescamento estivo, calcolati in base alle caratteristiche dell’involucro e all’efficienza degli impianti;
  • il certificatore dovrà effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare, al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione;
  • gli interventi per il miglioramento della prestazione dell’edificio sono divisi in due categorie: le ristrutturazioni generiche e gli interventi specifici per la riqualificazione energetica dell’involucro;
  • il nuovo APE contiene uno schema di annuncio che riporta gli indici di prestazione energetica parziale, per uniformare tutte le informazioni che interessano l’acquirente al momento della scelta dell’abitazione più green da acquistare. Per rendere immediata l’individuazione della convenienza dell’investimento delle emoticon, simboli che esprimono approvazione o critica, sono associate alla lettera che esprime la classe dell’edificio;
  • è confermata la validità di 10 anni;
  • entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, l’Enea istituirà un sistema informativo nazionale, denominato SIAPE che Regioni e province autonome avranno l’obbligo di utilizzare.

La novità più importante è l’introduzione del concetto di “edificio di riferimento”, ossia un edificio identico a quello di progetto o reale in termini di geometria, orientamento, ubicazione territoriale, destinazione d’uso e situazione al contorno e avente caratteristiche termiche e parametri energetici predeterminati.
Secondo le nuove regole occorrerà effettuare 2 calcoli:

  • calcolo della prestazione energetica dell’edificio di riferimento;
  • calcolo della prestazione energetica dell’edificio reale, che sarà confrontato con il relativo edificio di riferimento.

Lo scopo è quello di avere un riferimento per calcolare una serie di limiti che gli edifici dovranno rispettare, a seconda che si tratti di edifici sottoposti a ristrutturazione o a riqualificazione energetica.

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