Isolamento termico a cappotto

CappottoTra le soluzioni di isolamento termico dell’involucro edilizio forse la più nota è la tecnologia a cappotto termico.

Come fa intendere il termine stesso, l’isolamento a cappotto consiste nell’incollare i pannelli di isolante sulla struttura edilizia preesistente, dove a loro volta, verrà applicato il rasante e annegata la rete portaintonaco per effettuare la finitura.

I materiali in commercio per ottenere adeguati standard di isolamento termico sono diversi e si differenziano ovviamente per qualità, spessore, costo, ecc.

Nell’ottica delle nostre scelte privilegiamo materiali di origine vegetale dall’elevate caratteristiche di eco-compatibilità, quali ad esempio:

– la fibra di cellulosa (carta), una preziosa materia prima, che si adatta particolarmente bene come isolante termico per via della struttura dei suoi pori in grado di rinchiudere grandi quantità d’aria, riducendo le perdite di calore. Originalmente il legno ha una struttura a fibre parallele, la quale viene modificata durante la trasformazione in carta, le fibre si orientano in tutti i sensi, realizzando così una porosità maggiore e di conseguanza un buon potere isolante.  La fibra di cellulosa è traspirante ed igroscopica, in grado di assorbire umidità dall’ambiente e cederla poi successivamente; ha un buon comportamento fonoisolante e fonoassorbente; non contiene sostanze tossiche e non provoca reazioni a contatto con la pelle. E’ un materiale molto indicato dal punto di vista ecologico, poiché la materia prima è carta di giornale riciclata e il dispendio di energia per produrla è ridotto.

– La canapa, una materia prima rinnovabile che, con il suo impiego contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente: ha una crescita rapida e abbondante (cresce di 4 metri in 120 giorni) e non necessita di pesticidi ed erbicidi; arricchisce il terreno lasciandolo privo di erbe infestanti in quanto la sua rapida crescita non ombreggia il terreno per un tempo sufficiente a far sì che i semi possano crescere. E’ un materiale con ottime proprietà di isolamento termo-acustico; è traspirante ed igroscopica, consentendo la regolazione dell’umidità e garantendo un salubre clima interno.

– La fibra di lino, ottenuta da una materia prima rigenerabile, la pianta del lino da coltivazione biologica, con lavorazione non inquinante e scarsa richiesta energetica in fase di produzione e applicazione. E’ un materiale con ottime proprietà di isolamento termico ed acustico; è altamente traspirante ed igroscopico; non contiene sostanze nocive per la salute; non si carica elettrostaticamente. La posa è pulita, innocua per pelle e vie respiratorie e non necessita di particolari accorgimenti.

– Il sughero, un’altro materiale rigenerabile ma di limitata disponibilità; si ricava dalla corteccia della quercia da sughero, pianta che cresce nell’area mediterranea (Spagna, Portogallo, centro-sud, Italia, Africa Nord-occidentale, Turchia). Può essere prelevato dalla pianta solo intorno al 20° anno di età. Il sughero è costituito da milioni di cellule di forma poliedrica contenente aria, struttura che conferisce al materiale leggerezza, elasticità, resistenza alle sollecitazioni fisiche, ottime proprietà di isolamento termoacustico, capacità di accumulo termico e quindi di smorzamento delle fluttuazioni termiche; è traspirante e permeabile al vapore, inattaccabile dagli agenti acidi, inappetibile agli insetti, imputrescibile anche in condizione di elevata umidità. In caso di incendio non propaga la fiamma, ma brucia lentamente e si spegne da solo al cessare della fiamma.

Isolare dall’esterno comporta diversi vantaggi, tra cui:

– garantire la stabilità nel tempo del rivestimento eliminando crepe e lesioni che costituiscono le ragioni del degrado delle facciate;

– ridurre i ponti termici: l’isolante costituisce l’ultimo strato della parete coprendo uniformemente tutti gli elementi strutturali, come pilastri e travi;

– evitare fenomeni di condensa sia superficiale che interstiziale ed evitare la formazione di muffe;

– proteggere le strutture edilizie dagli sbalzi termici, demandando all’isolante l’assorbimento dello sbalzo termico;

– garantire una uniformità di temperatura all’interno dell’ambiente, per cui il salto tra la temperatura al centro del locale e quella superficiale della parete è di pochi gradi evitando il fenomeno della “parete fredda”;

– aumentare la capacità della parete di accumulare calore. I muri si scaldano, accumulano il calore e lentamente lo rilasciano nei locali quando si spegne l’impianto;

– ottenere un miglior comfort abitativo e un benessere ottimale sia in inverno che in estate.