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L’attuale modello di sviluppo economico della nostra società e l’utilizzo incontrollato di risorse in mancanza di una politica energetica lungimirante, ha determinato una notevole crescita della domanda di energia nei nostri edifici.
Tutto ciò ha comportato, negli ultimi 150 anni, l’aumento del 25% delle emissioni dei gas serra in atmosfera, attribuendo, al settore residenziale, industriale e terziario, il 53% di produzione di CO2.

La sfida energetica lanciata dal “Protocollo di Kyoto” nel 1997 e ripresa dall’Unione Europea nel marzo 2007, al fine di ridurre l’inquinamento del pianeta e contrastare il riscaldamento globale, ci vede impegnati a raggiungere una riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020.
Questo piano di misure, conosciuto come il “20-20-20 entro il 2020”, prevede inoltre l’aumento del 20% del livello di efficienza energetica e di ottenere il 20% dell’energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili.

Intervenire efficientemente in un sistema dal punto di vista energetico, non equivale per forza a dover affrontare oneri e costi notevoli o dover sospendere le proprie attività o impianti.
Riqualificare gli edifici esistenti, l’uso razionale dell’energia e l’automazione dei processi produttivi, possono consentire di raggiungere fino al 70% di risparmio energetico, con il conseguente beneficio economico, potenziando il rendimento delle risorse e dei servizi presenti, attraverso l’adozione di soluzioni e tecnologie innovative unitamente alla messa in pratica di comportamenti virtuosi.
Inoltre, grazie ai contributi statali rivolti a tali interventi, il tempo di rientro dell’investimento avviene in pochi anni…

 

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